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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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Canone Rai sui pc? Ma si scherza?

Se tutti i dispositivi atti alla ricezione di programmi televisivi, anche se utilizzati per scopi diversi, dovessero pagare un canone tv saremmo tutti soggetti a tasse per smartphone, tablet, videotelefonini, impianti di videosorveglianza. Dopo che negli scorsi giorni molte imprese e studi professionali si sono visti recapitare ingiunzioni di pagamento per il canone televisivo, avendo in ufficio dei pc, questo dubbio avanza veloce tra gli utenti in rete. Come la protesta. L’Associazione per i Diritti degli Utenti (la Aduc) si interroga su quali dispositivi dovrebbero rientrare e presenta una interrogazione parlamentare al ministero dello Sviluppo Economico, mentre Confesercenti, Confcommercio, Casartigiani e Cna mettono in evidenza come tale richiesta sarebbe, né più né meno, che una nuova tassa sul lavoro. Mentre si parla di Agenda Digitale e le imprese chiedono a gran voce che le banche riaprano i crediti e che ripartano i finanziamenti, una notizia del genere non può che andare pesantemente controcorrente. Si scherza vero?

Inserito il 20 di febbraio 2012
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Lista dei blog che mi linkano "Canone Rai sui pc? Ma si scherza?":

Commenti

Intanto e' iniquo e sbagliato continuare a chiamarlo "canone Rai", la dicitura esatta e': Tassa di possesso sugli apparecchi radiotelevisivi.
Ed inoltre: Non si scherza affatto, c'e' una legge vecchissima ma mai abolita o modificata che recita: chiunque possegga un apparecchio atto o adattabile alla ricezione dei programmi radiotelevisivi e' soggetto al pagamento della tassa di possesso.
Ergo, sbagliata che sia, esiste una legge e come tale va rispettata, pena la denuncia come evasori.
Naturalmente la tassa andrebbe applicata SOLO ai p.c. o qualunque altro apparecchio dotati di sintonizzatori radiotelevisivi e NON a tutti gli apparecchi anche se non dotati di tecnologie che permettono la ricezione di trasmissioni. Percio', il mio parere e' che se non si vuole pagare tale tassa, la via e' una sola, far modificare la legge e non continuare a discutere su chi e su cosa bisogna applicare tale odiata tassa.

Inserito da isidoro il 20 di febbraio 2012, 03:15

Il termine esatto è proprio canone Rai e non Tassa di possesso sugli apparecchi radiotelevisivi perchè se così fosse i proventi dovrebbero essere distribuiti tra tutti gli operatori del settore e non solo alla Rai.
La Rai poi ha sempre sostenuto che andava pagato in quanto non era possibile inibire solo le sue frequenze lasciando le altre utilizzabili, ebbene oggi tramite Internet ha la possibilità di permettere l'accesso al suo sito solo agli abbonati bloccando gli altri con password.
Certo che così facendo non potrebbe incassare gli introiti pubblicitari che oggi chiede, considerando che, probabilmente poche centinaia di utenti sarebbero interessati a vedere programmi in differita e per di più con un paio di minuti di pubblicità prima.

Inserito da Franco il 20 di febbraio 2012, 06:34

Visto che il canone è una tassa per un servizio pubblico,non sarà il caso di cominciare a raccogliere idee su cosa vogliamo e che sia il servizio pubblico? Non sarà il caso di pretendere il rispetto dell'articolo 36 della costituzione? Giusto compenso! basta compensi da nababbi! se è servizio pubblico allora stipendi pubblici! Chi produce prosciutto prende mille euro al mese e chi va in televisione a mostrar le cosce per dire che il prosciutto è buono, prende 1 milione ogni 15 giorni! Paghiamo il canone, la RAI è nostra e chi la usa per vendere pubblicità ci paga l'affitto altro che prendersi i ricavi! le trasmissioni di interesse pubblico si pagano con il canone, le trasmissioni "bussiness" pagano loro l'affitto per usare il mezzo pubblico.
o sbaglio?

Inserito da Dam il 21 di febbraio 2012, 10:54

Il canone nasce dall'idea che, per una comunità, un mezzo di informazione e comnuicazione comune è molto utile per la sua vita e la sua crescita. Certo questo non si può dire per telenovelle, reality show, quiz a premi, calcio obbligatorio per tutti....per migliorare il paese vogliamo più impegno e meno futilità!

Inserito da Dam il 21 di febbraio 2012, 11:46

l'ABBONATO RAI CON IL CANONE, PAGA LA PUBBLICITA'TRASMESSA DALL'EMITTENTE.
I COSTI DELLA PUBBLICITA' SI RIPERCUOTONO NEI PREZZI AL DETTAGLIO DELL'ARTICOLO PUBBLICIZZATO.
NON E' MOLTO INTELLIGENTE QUESTA OPERAZIONE........I BENEFICI VANNO SOLO E SEMPRE IN UNA DIREZIONE, NON CERTAMENTE QUELLA DEL CONSUMATORE.......
MIA CARA RAI.......ABBASSA GLI STIPENDI DEI MANAGER, TOGLI BENEFIT E PRIVILEGI.....E RINUNCIA AL CANONE OBBLIGATORIO, SAREBBE UN GESTO CHE TOGLIEREBBE LA VERGOGNA DI CUI TI RICOPRI DA SEMPRE.......

Inserito da gabriele il 21 di febbraio 2012, 07:59

Mi rivolgo a tutte le menti che hanno architettato questa truffa:Vergognatevi.

Inserito da mimo il 24 di febbraio 2012, 12:16

No la legge del 1938 non parla minimamente di trasmissioni radiotelevisive. All'epoca non c'era la TV, ancorchè vi fossero sperimentazioni su di essa della stessa Eiar.
Mai vi è stata una legge che abbia modificato tale norma estendendola dalle sole radiodiffusioni anche a quelle radiotelevisive.
Il tutto è avvenuto pressochè tacitamente con il trasferimento dell'Eiar alla Rai e quindi con l'assegnazione alla Rai della concessione per le trasmissioni televisive.
Così fu modificata la denominazione Rai (Radio Audizioni Italia).
Con l'avvento delle TV, 1954, la Rai divenne Radiotelevisione Italiana S.p.A..
In una norma specifica per gli alberghi si fa riferimento alle tariffe del canone Rai per tale categoria.
Sul resto è solo interpretazione della Rai, concessionaria, su chi debba pagare il canone anche speciale. Canone che alcune pronunce delle supreme corti hanno stabilito essere sempre e comunque dovuto perchè "tassa di possesso", quindi "imposta" e non propriamente tassa per un servizio.
Lo sperpero di denaro pubblico nel nostro paese trova sempre rimedio con una spremitura dei cittadini per assicurare nuove e maggiori entrate. MAI che si operi sul fronte del contenmento della spesa e la riduzione della struttura organizzativa pletorica, dei dirigenti, delle loro retribuzioni, del numero, spesso, eccessivo dei dipendenti, si valutino la loro produttività, eccetera.

Inserito da Alexiej il 25 di febbraio 2012, 12:32

Correttissimo il commento di Isidoro, sono a favore della modifica della legge, ma è giusta l'opposizione delle aziende (o chiunque subisca l'ingiunzione) se il computer non è dotato di sintonizzatore, perchè la legge parla di "radiofrequenze" (implicitamente).

Inserito da Flavio il 25 di febbraio 2012, 07:00

So many more things have been done out there that they all continue to do it!

Inserito da research paper editing service il 14 di novembre 2012, 10:16