Che sia Agenda Digitale
Cicli e ricicli, ma l’Agenda Digitale rimane prioritaria, in particolare per l’AGCom, che vuole sensibilizzare il governo Monti ad investire nell’economia digitale: “La scarsità di risorse non può costituire un alibi all’inazione sia perché molte riforme sono a costo zero sia perché bisogna guardare al rapporto costi-benefici: non basta ridurre il debito pubblico, quello che più conta è il rapporto tra deficit e Pil”.
Riassumo solo alcuni numeri: per ogni euro investito nelle rete se ne generano 2,5 di indotto; Internet vale oggi il 3% del Pil; il 10% in più di banda larga farebbe crescere il Pil di 1-2 punti percentuali. Solo buone ragioni.



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