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NetMediaEurope Italia

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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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Si cambia, perché

Quest'ultima settimana di dicembre ci ha visti impegnati nel lancio di due nuovi siti: TechWeekEurope e ChannelBiz. Due siti che ereditano i contenuti, le competenze, le redazioni di eWEEKeurope e Channel Insider. Ce ne era bisogno, chiederete? Direi di sì, provo a spiegarmi...
Il mercato cambia a ritmi sorprendenti e avevamo voglia di lanciare a livello europeo due brand che sottolineassero l'impegno continuo nel mondo della Tecnologia che contraddistingue la professionalità delle nostre testate, in un panorama competitivo complesso e allargato, dove oramai scrivono e parlano di tecnologia quotidiani, settimanali di attualià, di moda, di spettacolo, trasmissione e tutto il web.
La tecnologia è diventata così pervasiva che va spiegata in profondità. Così Tech e Biz sono l'inizio e la coda delle due nuove testate... che con ITespresso (l'IT nel nome) ci permettono di coprire ad ampio spettro tutti i target del mercato, da chi semplicemente impiega la tecnologia per scopi personali, a chi l'acquista per l'azienda, a chi la rivende con diversi modelli di business. In comune i tre siti hanno grafica e layout, in modo da rendere più riconoscibile l'unica matrice, il gruppo editoriale NetMediaEurope. Credo che lanciare nuove idee sia molto importante soprattutto durante anni in cui il morale "economico" del mercato è sottotono. Lanciare nuovi progetti ha sempre fatto parte del nostro Dna. Ci proviamo anche per il 2012.

Inserito il 21 di dicembre 2011
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L’effetto Venturi, da Cisco ad HP

Da sempre l’ho identificato con Cisco. E mi fa un certo effetto sapere che Stefano Venturi, per anni alla guida di Cisco Italia e ultimamente a capo del Public Sector dell’azienda che sul networking poggia la sua fama, è ora il nuovo Managing Director di HP Italia. Ci sarà modo di capire meglio dove vuole parare questa scelta, ed è presto per capirne i retroscena: ma potrebbe essere che il suo alto profilo vada a colmare quelle carenze che HP Networking non ha saputo sanare anche dopo l’acquisizione di 3com. Potenziando una strategia che ormai è tutt’uno con il mondo dei sistemi e del cloud.
Non sarà semplice guidare un’azienda che dopo la ristrutturazione e il cambi al vertice con la nuova ceo sta ridefinendo gli obiettivi, non sarà immediato entrare nella mentalità di un’altra grande corporation, che come ogni multinazionale che si rispetti calerà in Italia decisioni spesso prese altrove.
Così Venturi ha commentato il nuovo incarico: “L’Italia e il suo tessuto economico stanno attraversando una trasformazione epocale che necessita di adeguate misure e strumenti per sostenere il cambiamento in maniera efficace: HP dispone delle soluzioni e delle competenze che possono accompagnare aziende, pubblica amministrazione e cittadini in un percorso di crescita e innovazione decisivo per rilanciare la nostra economia”. Seguiremo con attenzione le politiche e i cambiamenti che apporterà. Insiti, prima o poi, nell’arrivo di ogni nuovo capo.

Inserito il 14 di dicembre 2011
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WebOs come Android

Tra vendere o chiudere la divisione WebOs, Hp ha scelto una terza via. Il ceo, Meg Whitman, ha deciso che WebOs diventerà presto una piattaforma Open source. Un modello di sviluppo che ricalca quello di Android, che da una parte permette di ampliare il numero degli sviluppatori, dall’altra alleggerisce gli investimenti che HP dovrebbe fare per mantenere in vita il sistema operativo, ereditato con l’acquisizione da 1,2 miliardi di dollari di Palm, del cui investimento HP non è mai rientrata.
Per ora, con WebOs, HP aveva realizzato solo TouchPad, mai arrivato in Italia e svenduto negli Usa a 99 dollari, ma ora con la strada Open source potrebbe riproporre nuovi tablet, senza però rientrare nel mercato degli smartphone. Una scelta arrivata forse con troppa lentezza, e che deve recuperare terreno sui vecchi sviluppatori Palm, nel frattempo passati ad Android o a iOS. Bisognerà capire come Hp vorrà ammaliarli.

Inserito il 12 di dicembre 2011
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Meg Whitman, ceo di HP: basta confusione

Sul palco a Vienna, davanti a 3.500 persone, non tradisce emozione sebbene il pubblico sia quello del debutto. Meg Whitman, ceo di Hp, in un momento in cui il bilancio della società non brilla ha parole per tutti. Per i dipendenti (“stiamo vivendo un passaggio duro”), per il posizionamento (“non siamo nel business del software per trasformare HP in una software company), per Autonomy (“l’acquisizione rimane un fatto importante”), per i pc (“punto di forza”), per la trasformazione in atto (“la convergenza tecnologica impone all’infrastruttura IT cambiamenti, cloud ibrido in primis), per i clienti (“li aiuteremo a gestire la trasformazione e gli ambienti eterogenei”). Sap e Microsoft partner strategici sfilano sul palco (ribadendo la rottura con Oracle). Così l'intento di Whitman sembra apparentemente riuscito: dipanare la confusione di questi mesi, su che cosa voglia essere davvero HP. Su cosa sarà la nuova HP. Vedremo come risponderano mercato e analisti.

Inserito il 1 di dicembre 2011 in Web/Tech
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