Blog Cafè

NetMediaEurope Italia

marzo 2012

dom lun mar mer gio ven sab
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


Pubblicità

Creative Commons License

« HP e Lenovo, fatti di casa e non  | Home | L’invasione dei Millennials » 

La frattura d’agosto, due anni in uno

Senza  soffermarmi sui dati di Assinform, che abbiamo sconsolatamente letto e riletto la scorsa settimana, mi è piaciuta per la sua chiarezza una definizione di Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, che ha definito agosto come un mese che ha dato vita a due anni in uno. “La frattura di agosto ha segnato un peggioramento nelle nostre previsioni sull’andamento dell’Ict nel mercato italiano, creando due anni in uno”. Se a giugno nel peggiore delle ipotesi il mercato IT poteva perdere lo 0,8%, oggi Assinform stima un -2,8 per la fine dell’anno; per le TLC intravede un miglioramento (dal -5,8% al – 4,1%) solo se parte degli investimenti raccolti dalla gara Lte saranno investiti in infrastrutture (una variabile delicata e molto importante).
Anche il Fondo monetario internazionale ha segnalato un calo sensibile delle previsioni sul Pil, un rallentamento che riguarda anche i paesi emergenti. “A noi deve preoccupare molto il rallentamento degli Usa e della Germania perché sono Paesi che con le loro strategie trascinano l’Italia - precisa Capitani -. Andiamo verso una stagnazione, come quella del Giappone nel decennio scorso” .
Rincarano la dose i dati di Confindustria del 15 settembre 2011: ci sarà un appiattimento dei consumi delle famiglie, i Pil passerà da 0,7% a 0,2% nel 2012, le esportazioni di beni e servizi caleranno dal 4.3 al 2.9%, l’importazione passerà dal 3,6 al 2,4%, il debito della PA sarà quest’anno pari al 120,3% del Pil, nel 2012 al 119,5%.  “Insomma  - precisa Capitani - a fronte di una domanda interna nulla, tende a mancare anche lo stimolo della domanda estera. Il problema dell’Italia è riprendere il bandolo della crescita. Oggi la spinta spontanea al cambiamento viene dal basso, è in mano ai consumatori, e non alle imprese e alla PA". Questa spinta spontanea deve essere gestita e per capitalizzarla bisogna che i modelli spontanei passino alle imprese, alla PA.

Inserito il 27 di settembre 2011
Permalink

Aggiungi a: OKNOtizie | Segnalo | Delicious | Digg | Smarking | Reddit

Pubblicità

TrackBack

Permalink
http://www.typepad.com/services/trackback/6a00d83451b2c469e2015435b9e940970c

Lista dei blog che mi linkano "La frattura d’agosto, due anni in uno":

Commenti