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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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L’invasione dei Millennials

Sempre più sono le definizioni che cercano di ingabbiare e fotografare l’universo di uomini e donne che utilizzano la tecnologia. Hai uno stile old economy, sei un early adapter, vivi la consumeration dell’IT, sei un nativo digitale o un Millennials? Ecco quest’ultima (che vi piaccia o non vi piaccia, come le altre dopotutto) l’ho sentita per la prima volta raccontare in una ricerca di NetConsulting commissionata da CA Technologies. E mi ha incuriosita.
I Millennials sono coloro, tra i 18 e i 30 anni, che entrano in azienda in questo millennio, portando in dote la loro innata predisposizione per smartphone, computer, tecnologia, social network. Non sono i nativi digitali (più giovani dei Millennials), non sono neanche la trofy generation (quelli che hanno bisogno del trofeo come riconoscimento costante dei propri meriti). Sono coloro che vivono naturalmente sempre connessi. “E’ un patrimonio umano quello in dote ai Millennials già superformato che è una vantaggio per le aziende – spiega Annamaria Di Ruscio, partner e direttore generale di NetConsulting -. E’ con naturalezza che i Millennials utilizzano le tecnologie per condividere opinioni e idee, che se ben valorizzate aumentano notevolmente la produttività”. Un Millennial su cinque è già oggi in azienda, e la progressione di ingresso nel tempo è delineata: l’83% delle aziende prevede l’incremento, più o meno consistente, di queste figure entro il 2013. “Non è facile strutturare modelli organizzativi aziendali che facilitino l’ingresso  di queste figure, che devono lavorare per obiettivi, all’interno di team cross funzionali, con modelli di lavoro differenti per orari e flessibilità” precisa Di Ruscio. Non è facile, come già avevamo evidenziato nella Tavola Rotonda dal tema “La rivoluzione in ufficio”. Ma i Millennials, se davvero cresceranno da 1 a 5 nei prossimi anni, potrebbero portare a quell’innovazione tanto sperata “che va al basso verso l’alto”, che potrebbe essere uno dei motori per far ripartire l’Italia

Inserito il 28 di settembre 2011
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La frattura d’agosto, due anni in uno

Senza  soffermarmi sui dati di Assinform, che abbiamo sconsolatamente letto e riletto la scorsa settimana, mi è piaciuta per la sua chiarezza una definizione di Giancarlo Capitani, amministratore delegato di NetConsulting, che ha definito agosto come un mese che ha dato vita a due anni in uno. “La frattura di agosto ha segnato un peggioramento nelle nostre previsioni sull’andamento dell’Ict nel mercato italiano, creando due anni in uno”. Se a giugno nel peggiore delle ipotesi il mercato IT poteva perdere lo 0,8%, oggi Assinform stima un -2,8 per la fine dell’anno; per le TLC intravede un miglioramento (dal -5,8% al – 4,1%) solo se parte degli investimenti raccolti dalla gara Lte saranno investiti in infrastrutture (una variabile delicata e molto importante).
Anche il Fondo monetario internazionale ha segnalato un calo sensibile delle previsioni sul Pil, un rallentamento che riguarda anche i paesi emergenti. “A noi deve preoccupare molto il rallentamento degli Usa e della Germania perché sono Paesi che con le loro strategie trascinano l’Italia - precisa Capitani -. Andiamo verso una stagnazione, come quella del Giappone nel decennio scorso” .
Rincarano la dose i dati di Confindustria del 15 settembre 2011: ci sarà un appiattimento dei consumi delle famiglie, i Pil passerà da 0,7% a 0,2% nel 2012, le esportazioni di beni e servizi caleranno dal 4.3 al 2.9%, l’importazione passerà dal 3,6 al 2,4%, il debito della PA sarà quest’anno pari al 120,3% del Pil, nel 2012 al 119,5%.  “Insomma  - precisa Capitani - a fronte di una domanda interna nulla, tende a mancare anche lo stimolo della domanda estera. Il problema dell’Italia è riprendere il bandolo della crescita. Oggi la spinta spontanea al cambiamento viene dal basso, è in mano ai consumatori, e non alle imprese e alla PA". Questa spinta spontanea deve essere gestita e per capitalizzarla bisogna che i modelli spontanei passino alle imprese, alla PA.

Inserito il 27 di settembre 2011
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HP e Lenovo, fatti di casa e non

Secondo i rumors estivi avrebbe dovuto essere in Samsung. Invece Gianfranco Lanci, fuoriuscito da Acer per divergenze pesanti sulle strategie, approda ora in Lenovo, per lavorare spalla a spalla con il Ceo Yang, soprattutto per “lo sviluppo e la crescita del business in ambito consumer”. Entra come consulente (per una tecnicismo) e lavorerà in Italia (per noi un vanto e una "comodità"); a lui il compito di integrare e fare crescere Medion, l’azienda tedesca di tecnologia che Lenovo aveva acquisito lo scorso luglio. Conoscenza del mercato europeo e capacità di gestire un canale aggressivo nel curriculum.
Ma quello di Lanci è solo uno dei cambi al vertice significativi di questi tempi.
La scorsa settimana a capo di Emc Italia era arrivato il nuovo country manager, e ora si sta aspettando che anche Hp nomini il nuovo amministratore delegato in Italia dopo la fuoriuscita di Luigi Freguia, che lascia HP per passare in Oracle con incarico europeo. Anche nei caso di HP Italia i rumors si susseguono. C’è da aspettarsi che, come sempre in questi casi, si avvicendino ai vertici persone dell'azienda stessa o di competitor ugualmente forti, con curricula di alto profilo, perché sono  la competenza e il carattere (nel caso di Lanci la presa di posizione verso la scelta di non puntare sul mercato mobile da parte di Acer era stata determinante) fanno la differenza nelle grandi aziende, in tempi in cui i mercati soffrono e non si può più scaldare poltrone.

Inserito il 20 di settembre 2011
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In California, Intel e Microsoft si contendono gli sviluppatori

La settimana è di quelle che gli sviluppatori non dimenticheranno, soprattutto quelli che in California stanno seguendo in queste giornate settembrine la Built di Microsoft (ad Anaheim)l’Idf di Intel (a San Francisco). E’ sempre così: appena qualcuno mette carne al fuoco, qualcun altro risponde aggiungendone di nuova. E’ un buon segnale, di fermento, di necessità di rimescolare carte e alleanze, anche se i tempi di attesa tra gli annunci agli sviluppatori e i rilasci sono a volte troppo lunghi.
Paul Otellini ha aperto l’Idf annunciando un’inedita alleanza con Google, ma nello stesso tempo non ha chiuso le porte a Microsoft, nonostante la relazione tra Microsoft e Intel sia stata deteriorata dal fatto che il prossimo Windows 8 potrà girare sui chip Arm. Otellini conferma che diverse saranno le applicazioni che faranno da ponte tra i tablet e gli smartphone basati su Android con i personal computer basati su Windows, ma è chiaro che Intel considera Android l’anima dei prossimi dispositivi mobili. Contemporaneamente Steven Sinofsky, Presidente della Divisione Windows & Windows Live di Microsoft, ha presentato Windows 8 come il primo sistema operativo nativo per i tablet, ma che finalmente risponde alla filosofia di "uno solo Windows" per tutti i device, ultrabook compresi
Agli sviluppatori e ai vendor il compito di testare, raddrizzare il tiro, sviluppare il mercato ghiotto delle Apps. Sperando che non passi troppo tempo tra il dire e il fare, perché gli sviluppatori sono gente che si arrabbia, e si arrabbia sul serio.

Inserito il 15 di settembre 2011
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C'è una telefonata per Carol Bartz...

Non sono stati anni facili per Carol Bartz alla guida di Yahoo (era il gennaio 2009 quando arrivò da Autodesk) con l’intento di rilanciare un’azienda che aveva sofferto per l’arrivo in forze di Google e Facebook nel mondo Internet, e che doveva subire una cura dimagrante per cercare di ritornare ai vecchi splendori. Anni in cui Yahoo ha arrancato nella raccolta pubblicitaria pur avendo stretto un accordo decennale con Microsoft, che ha giovato molto a Ballmer e poco a se stessa. Ora a sorpresa, con un anno di anticipo sulla fine del mandato, – nonostante i maligni ne parlassero - Bartz è stata licenziata. "Mi spiace molto dovere annunciare che sono stata appena licenziata con una telefonata dal presidente del consiglio di amministrazione", ha scritto Bartz in una lettera ai dipendenti con nell’oggetto Goodbye. Nel frattempo, il + 6% nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street  è stato un segnale di apprezzamento del licenziamento da parte dei mercati. Seguirà un rilancio pesante di Yahoo, ma servirà un nuovo Ceo carismatico. Gartner sostiene che non potrà essere il Ceo appena nominato, ad interim, Tim Morse, “perché non si è mai vista una media company guidata da un direttore finanziario. Servirà qualcuno dalla leadership forte, una sorta di Steve Jobs che possa risolvere i problemi di Yahoo e rilanciare questo brand, una volta icona indiscussa del mercato Internet. I cacciatori di teste sono già al lavoro.

Inserito il 7 di settembre 2011
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Gallerie fotografiche: quel non so che di Apple

Certo che Apple tiene banco, sia per le figuracce (che ad altri avrebbero causato sicuramente un crollo in borsa o di immagine) dalle quali sembra sempre uscire indenne, sia per la capacità di creare attorno a sé l'attesa magica delle vigilie, con quel "dico e non dico" che fa chiacchierare, crea rumors, aspettative, valanghe di parole tra chi adora la tecnologia, ferma illusioni (non sarà Samsung a fare il chip per l'iPhone 5). Abbiamo messo online, in questi giorni, due gallerie fotografiche che riguardano Apple: una dedica 26 foto alla storia di Steve Jobs  (carismatica, con scelte e riscelte, copertine di Time e Fortune, frasi dette...), l'altra riguarda la storia dei prodotti (dagli anni '80). Non c'è verso: riescono ad essere affascinanti percorsi, difficili da ripetere con lo stesso carisma per altre aziende. Apple ha sempre quel non so che...

Inserito il 5 di settembre 2011
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