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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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« aprile 2011 | Main | giugno 2011 »

e-G8: Internet, una rivoluzione senza bandiera

Il discorso di Sarkozy, nella prima giornata di lavori dell’ e-G8, eleva Internet a rivoluzione assoluta e globale. "Voi avete cambiato il mondo come hanno fatto Colombo e Galileo, Newton ed Edison - ha dichiarato il presidente francese davanti al gotha del Web mondiale -.  Questa rivoluzione assoluta è irrimediabilmente globale. È una cosa del tutto unica nella storia, questa rivoluzione non appartiene a nessuno, non ha bandiera né slogan, è un bene comune. È stata realizzata senza violenza, da una combinazione miracolosa della scienza e della cultura"
In realtà, pur con pesanti diversità nei diversi paesi del mondo, con violenza laddove la libertà di espressione non è garantita, con leggi diverse nei vari stati (non dimentichiamo che Sarkozy elogia la libertà del web ma è fautore di una delle leggi antipirateria più severe in circolazione), Internet ha vissuto ieri all'e-G8 di Parigi il suo elogio e Sarkozy ha tracciato i suoi intenti in tema di leggi di regolamentazione del Web, uniformi in tutta Europa: "Non voglio cercare di controllare la Rete, ma piuttosto aprire un dialogo proficuo tra governi e gli attori di Internet - ha precisato -. Internet è diventato la scala con cui misurare la credibilità di un Paese, o le dimensioni della sua vergogna". Ma Eric Schmidt (Google) si è mostrato contrario all’interventismo governativo: “La tecnologia si muove così velocemente che i governi non dovrebbero neanche provare a regolare il settore che cambia troppo rapidamente". C’è molto da discutere.

Inserito il 25 di maggio 2011
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Bambini su Facebook, la determinazione di Zuckerberg

Anche i bambini, minori di 13 anni, potrebbero andare su Facebook. Mark Zuckerberg ne è convinto, affermando che renderebbe Facebook un ambiente super protetto e sicuro, dove i preadolescenti potranno confrontarsi e incontrarsi. Con molta enfasi posta sull’educazione e sull’istruzione, creando un ambiente in cui i ragazzi potranno scambiarsi conoscenze, ben consapevole che l’educazione sarà uno dei fattori trainanti dei guadagni futuri “L'educazione – ha dichiarato il fondatore e Ceo di Facebook - è l'elemento più importante che guiderà la crescita dell'economia nel lungo termine”. In realtà, negli Stati Uniti, dei 20 milioni di minorenni iscritti a Facebook, un po' meno della metà sembra essere più giovane di 13 anni, ma la proposta deve innanzitutto fare i conti con una legislazione americana severa (il Children Online Privacy Protection Act) che obbliga i siti web a respingere iscrizioni provenienti da minori di anni 13, oltre che con le associazioni dei minori molto agguerrite sul tema. “Chiediamo a Facebook di potenziare gli sforzi per identificare e chiudere gli account degli utenti minori di 13 anni di età - avevano già richiesto in passato - e per implementare metodi più efficaci di verifica dell’età quando ci si iscrive”. Ma Zuckerberg insiste: “Possiamo prendere molte precauzioni per la sicurezza dei minori”. E questa determinazione sembra la promessa di uno scontro, con governo americano e associazioni, che il 27enne miliardario abituato a cavarsela sicuramente non gestirà sottotono

Inserito il 23 di maggio 2011
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Microsoft si comprerà Nokia? Prima o poi...

Ha appena speso troppo per Skype, ma già circola un rumor su una nuova acquisizione da parte di Microsoft. Un rumor di tutto rispetto che gira in rete da ore: sostiene che Microsoft sia intenzionata a comprarsi tutta la divisione mobile di Nokia. La fonte del “pettegolezzo” è un blogger molto addentro ai fatti di Nokia, il russo Eldar Murtazin, che sostiene che Microsoft e Nokia si incontreranno per parlarne la prossima settimana, con l’intento di concludere l’affare entro la fine dell’anno. Ma quanto costerebbe l’intera Nokia a Microsoft? Con l'acquisizione Microsoft  farebbe davvero l’alleanza strategica che cerca con un costruttore di telefonini per incalzare il business mobile? E’ presto da dirsi. Bisognerà aspettare che si vedano i risultati delle vendite dei primi Nokia Windows Phone, in arrivo per fine anno?  Forse quello di Murtazin rimarrà un rumor prematuro, ma dopo il tanto parlare che Microsoft ha fatto con Nokia negli ultimi tempi, non ci vedrei niente di strano se la storia evolvesse in questa direzione (aprendo poi altri dibattiti su monopolio e concorrenza). In futuro perché no?

Inserito il 17 di maggio 2011
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Le mode idiote su Facebook, l’ultima il planking

E’ l’ultima moda su Facebook, ma ha già fatto una vittima. Si chiama planking e consiste nello sdraiarsi a faccia in giù in luoghi strani e instabili, farsi fotografare e mettere la foto in condivisione su Facebook. Senza senso. Ieri è morto un ragazzo australiano di 20 anni, precipitando da un balcone mentre tentava di farsi fotografare sdraiato sul parapetto. Una moda simile al balconing ma ancora più insensata. Che senso ha scattare la foto più estrema? Le mode su Facebook rasentano spesso l’idiozia, che dovrebbe essere invece bandita nei social network, piazze per milioni di giovani.

Inserito il 16 di maggio 2011
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Microsoft + Skype: che sia la volta buona per una spinta Internet

Per Microsoft si tratta della più grande acquisizione nel mondo Internet: per 8 miliardi di dollari l’azienda di Redmond ha comprato oggi Skype, sborsando anche 500 milioni di dollari per sanare i debiti dell’azienda, tanti da non permetterle di quotarsi in Borsa (7 milioni di dollari di debiti nonostante un fatturato di 860 milioni lo scorso anno). Ora che è ufficiale dopo gli ultimi corteggiamenti (anche da parte di Facebook e Google), l’acquisizione di Skype potrebbe finalmente dare una spinta decisiva alle attività Internet di Microsoft che non sono ancora all’altezza del colosso che Microsoft vorrebbe esser anche sul Web e nel mondo mobile, cercando di recuperare terreno sui rivali, Google e Apple.
Finora Skype ha dimostrato molte difficoltà a gestire il proprio business senza mai riuscire ad essere profittevole. La sua storia – fondata nel 2003,  acquisita da eBay nel 2005, venduta per il 70% a fondi, non quotata in borsa disattendendo le attese - lo dimostrano. Ma senza dubbio accanto a Windows Phone 7 e all’accordo con Nokia, Microsoft punterà quest’anno a valorizzare Skype, a utilizzarlo in modo pervasivo, per crescere sul web e per stringere accordi con operatori telefonici al fine di rendere più appetibile il suo Windows Phone all’utenza aziendale, con offerte business mirate. Senza pensare agli scenari che l’acquisizione aprirà con l’integrazione di Skype nel mondo di Windows Live, Kinect, xBox, coinvolgendo quegli 660 milioni di utenti che Skype ha in tutto il mondo (ma di cui solo 8 milioni paganti).
Insomma, 8.5 miliardi di dollari sono una cifra così esosa che solo un progetto di ampissimo respiro e combattivo su tutti i fronti – Windows Live, mondo consumer, utenti business, Windows Phone, web, ricerca online, telefonia – ne motiva il reale senso.

Inserito il 10 di maggio 2011
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Le figuracce di Sony e non solo

Non fa una bella figura Sony in questi giorni. Prima con la violazione dei dati di 77 milioni utenti di PlayStation Network, poi coi 24,6 milioni di account trafugati dal suo servizio di gaming Sony Online Entertainment. Il che tradotto significa la violazione di milioni di nomi di clienti, indirizzi, account email, date di nascita, numeri telefonici, nomi di log-in, password, carte di credito (si stima 10 milioni, senza però i codici di sicurezza). Vulnerabili le e-mail a rischio phising mirato, ma soprattutto le identità, già sulla piazza del mercato nero che rivende dati sensibili, impazzito per cotanta abbondanza. Arrivano le scuse di Sony, ma ci vorranno almeno sei mesi perché si ripristini la fiducia degli utenti, e sarà dura.
E si aprono interrogativi sulla validità di questo modello di business, in cui dati sensibili e identità, conti bancari e password, risiedono su grandi cloud in mano a poche aziende, che possono essere vulnerabili e, a quanto pare, attaccabili.
Dubbi che si alimentano negli ultimi tempi, non solo guardando a Sony (caso così palese, così sfacciato) ma anche ad Aruba (l’incendio dello scorso venerdì ha messo in crisi milioni di siti web), ad Amazon (in tilt per 10 ore), a Google e Apple (per tracciamento dei dati).
I convegni sul cloud impazzano negli ultimi due anni, sottolineano quando il cloud sia sicuro, sia ineccepibile, annoveri soluzioni che proteggono da ogni danno. Invitano a stare tranquilli, sicuri, perché la soluzione per un cloud sicuro davvero c’è. Poi arrivano venti di tempesta, la nuvola si gonfia e si fa nera. Come l'arrabbiatura dei milioni di utenti che hanno riposto la fiducia nella cloud di Sony e che ora hanno preso l’acquazzone durante un gita in un giorno di ferie.

Inserito il 3 di maggio 2011
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