Umiliazione... non sono d'accordo. Sono ben altri secondo me i motivi per cui ci si debba sentire umiliati. Il governo ha evidentemente altre priorità: stiamo vivendo una crisi senza precedenti, si deve fronteggiare una spesa sanitaria per un'emergenza di cui ancora non si sa bene la portata, si è dovuto e voluto fare in modo che le popolazioni terremotate potessero passare un inverno nelle case e non nelle tende... La diffusione della banda larga, a fronte di queste altre problematicità passa evidentemente in secondo piano. Non vedo dove stia l'umiliazione. Progresso tecnologico necessario e indispensabile per la ripartenza dell'economia italiana? Ma se in Italia una famiglia su due ancora non possiede un PC, se Internet è sottoutilizzato e il livello di cultura informatica è bassissimo, come si può pretendere un investimento di 800 milioni in un momento come questo? Era una promessa? Vero, ma le cose cambiano e ce ne siamo resi conto tutti quanti da ottobre dello scorso anno ad oggi. Si citano gli altri paesi... beh, la Spagna, tanto celebrata per il socialismo di Zapatero, modello di sviluppo e di benessere, ora si sta leccando le ferite. Da noi, pur nella sofferenza e con un problema di disoccupazione perdurante, il sistema nel suo complesso ha tenuto e senza chiedere un soldo in più ai cittadini, senza far fallire le banche e i soldi dei risparmiatori. Si cita la Finlandia nella vostra analisi: ma da quando la Finlandia è diventata un paradigma, un riferimento per noi? Due paesi completamente diversi per storia, tradizione e conformazione geologica e sociale. L'economia italiana si salva ancora grazie a quel tessuto di microimprese che per loro fortuna ancora sanno fare a meno della tecnologia. Non dico che non sia importante l'innovazione, ma in questo momento storico ed economico, le priorità, ribadisco, sono altre.
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