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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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L'umiliazione della banda larga rinviata

Qualcosa decisamente non va tra Internet e la politica italiana... Inizia così la nostra analisi su quanto il governo ha promesso e non ha mantenuto. Pa digitale non decollata (Brunetta stesso ha detto che l'e-government è stato un flop clamoroso fino ad oggi), Pec senza risposte, Expo 2015 in attesa, Industria 2015 in un limbo. Per non parlare di.... Leggete l'analisi attenta che spaventa, sulla quale riflettere, consapevoli che congelare gli 800 milioni di euro promessi per la banda larga due anni fa e mai arrivati àncora l'Italia a terra. Rimandare l'investimento al 2011 fa solo accrescere il divario tra noi e gli altri paesi. Ci umilia.

Inserito il 6 di novembre 2009
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Commenti

Umiliazione... non sono d'accordo. Sono ben altri secondo me i motivi per cui ci si debba sentire umiliati. Il governo ha evidentemente altre priorità: stiamo vivendo una crisi senza precedenti, si deve fronteggiare una spesa sanitaria per un'emergenza di cui ancora non si sa bene la portata, si è dovuto e voluto fare in modo che le popolazioni terremotate potessero passare un inverno nelle case e non nelle tende... La diffusione della banda larga, a fronte di queste altre problematicità passa evidentemente in secondo piano. Non vedo dove stia l'umiliazione. Progresso tecnologico necessario e indispensabile per la ripartenza dell'economia italiana? Ma se in Italia una famiglia su due ancora non possiede un PC, se Internet è sottoutilizzato e il livello di cultura informatica è bassissimo, come si può pretendere un investimento di 800 milioni in un momento come questo? Era una promessa? Vero, ma le cose cambiano e ce ne siamo resi conto tutti quanti da ottobre dello scorso anno ad oggi. Si citano gli altri paesi... beh, la Spagna, tanto celebrata per il socialismo di Zapatero, modello di sviluppo e di benessere, ora si sta leccando le ferite. Da noi, pur nella sofferenza e con un problema di disoccupazione perdurante, il sistema nel suo complesso ha tenuto e senza chiedere un soldo in più ai cittadini, senza far fallire le banche e i soldi dei risparmiatori. Si cita la Finlandia nella vostra analisi: ma da quando la Finlandia è diventata un paradigma, un riferimento per noi? Due paesi completamente diversi per storia, tradizione e conformazione geologica e sociale. L'economia italiana si salva ancora grazie a quel tessuto di microimprese che per loro fortuna ancora sanno fare a meno della tecnologia. Non dico che non sia importante l'innovazione, ma in questo momento storico ed economico, le priorità, ribadisco, sono altre.

Inserito da carnival il 6 di novembre 2009, 12:06

Le Pmi e il turismo italiano avrebbero moltissimo da guadagnare con l'Ict e Internet. Certo, se non riusciamo a vedere oltre il nostro orticello (come sara' il mondo nel 2011? Noi avremo forse 2 Mega, mentre i paesi avanzati viaggeranno a 50 e perfino 100 Megabit?), la globalizzazione ci spazzera' via nell'arco di pochi decenni. Fingere che vada tutto bene, mentre il mondo sta per ripartire di corsa, ci fara' solo tanto male. A tutto il paese. La PA digitale e E-gov 2012, che potrebbero generare risparmi enormi anche per le Pmi (e con i risparmi, si potrebbero tagliare le tasse o no?), hanno -giocoforza- bisogno della banda larga. Senza, e' tutto inutile. Oggi gli italiani non sono invogliati a comprare il Pc, se sanno di non trovare servizi online alla loro all'altezza: se trovassero l'Inps che online fa i calcoli per la pensione e mille altri servizi utili, allora, tutti gli italiani avrebbero un netbook e una connessione Internet. Come vedi, il ragionamento si puo' ribaltare :(

Inserito da Lynx il 6 di novembre 2009, 02:34

Oggi Alberto Orioli su IlSole24Ore.com (La mancanza di coraggio tra gli ultimi della classe) conclude il suo bellissimo pezzo con una domanda: "Le rete in fibra ottica è dotazione elementare per qualunque cittadino, a maggior ragione per chi faccia ricerca. Forse non è del tutto vero che la Tunisia, alquanto dinamica, ci abbia già battuto negli investimenti in innovazione, ma è certo che la Libia sta puntando tutto sulla rete in fibra ottica. Siamo ancora sicuri di stare sulla sponda più sviluppata del Mediterraneo?"
...Ecco: siamo sicuri?

Inserito da Mirella Castigli il 6 di novembre 2009, 03:52

Citando le leggy di Marphy "se non vedi il problema, forse sei tu il problema".
Come si puo' desiderare qualcosa che di cui la maggioranza delle persone non riconosce l'utilita'? Qualcosa che la maggioranza considera alla stregua di una "magia" arcana?
Prima di "fare le reti" - a qualunque velocita' - forse bisognerebbe "fare cultura della rete": bisogna formare le menti, non per ultime quelle dei manager, politici e non, che, malgrado le loro competenze in vari campi, non solo risultano del tutto analfabeti informatici, ma sono anche i piu' reclacitranti ad aggiornarsi in questo campo. Allora forse ci sara' una vision sulle opportunita' che la rete puo' creare.
E l'"intelletto" non sara' qualcosa di opposto e minoritario rispetto alla salute fisica.
La cultura e la conoscenza non sono da considerarsi minoritarie rispetto alla sanita' ed all'occupazione: non costituiscono il problema ma la sua soluzione.

Inserito da Luisa il 7 di novembre 2009, 03:11

Oltre che di umiliazione io parlerei anche di frustrazione.
Ormai la banda larga è un bisogno, non possiamo farne a meno se vogliamo competere e quando si viene bloccati o inibiti nel soddisfacimento del proprio bisogno si parla di frustrazione.

Inserito da Luigi il 9 di novembre 2009, 02:51

Forse (forse!) spunta un piano B per la banda larga:
http://www.itespresso.it/it/news/2009/11/10/l_odissea_della_banda_larga_da_appuntamento_al_prossimo_cipe

vedremo se non passera' in soffitta come il resto....

Inserito da Mirella Castigli il 10 di novembre 2009, 03:49

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