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Second Life è tra i peggiori cinque siti del mondo
Ieri scrivevamo "Il marketing abbandona Second Life", pubblicando anche il parere di Assodigitale. Oggi leggo su AdnKronos: "Second Life è tra i peggiori cinque siti del mondo. L'impietosa classifica è stata stilata dall'autorevole Time.com, versione on-line della prestigiosa rivista americana, in collaborazione con la CNN. Il mondo degli Avatar è 'sotto accusa' perché, rincara il settimanale Usa, "è lentissimo da caricare, devi scaricare un software per utilizzarlo e quindi è poco sicuro", ma soprattutto perchè su Second Life si "fanno brutti incontri". Insomma il pianeta della vita virtuale sarebbe ''un postaccio'' - quasi un Bronx sul web - frequentato "da tipi pazzeschi". Eppure 'essere su Secondlife' è diventato un must. Piazzetta virtuale per i politici italiani ... D'altronde l'atteso miracolo commerciale di Second Life - scrive il Los Angeles Times - non c'è stato"..... E via di seguito. Mi sento meglio.
Inserito il 18 di luglio 2007
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Commenti
Diciamocelo, era tutto ampiamente prevedibile.
Inserito da Andrea Maselli il 19 di luglio 2007, 06:00
Mi ricordo, quindici anni fa, interfacce grafiche 2D impossibili e lente; poi le attese e la povertà del Web navigato con Mosaic a 14Kbit. SL non è la fine dell'universo, ma certamente è lo scorcio del futuro Web (con SL o con qualcosa che ne erediterà i caratteri migliori). Time.com demolisce anche il 'mito' Myspace. Ho paura che il pulpito di un giornale online sia poco credibile per martellare siti dove vanno milioni di utenti: la storia della volpe e l'uva, insomma. Il pericolo? Non diverso dalle e-mail che già ricevete, o della strada sottocasa. Ovviamente se avete dei bambini non lasciateli soli, come non li lascereste soli in un parco. State lontano da SL se vi dà il panico o soffrite di sindromi compulsive, per esempio, alla vista di una slot machine vera o virtuale. In realtà vedo in questo post una critica a priori superficiale e comune. Il solito terrore per il mezzo diabolico che ci vuole alienare dalla realtà. SL è un navigatore 3D di contenuti, sistema di social network e comunicazione. L'alienazione è una prerogativa esclusiva dell'individuo, non del mezzo: lo si può già fare con un libro, con la televisione, i videogiochi, il lavoro...
Inserito da Peter il 21 di luglio 2007, 11:25
un improvviso moto di curiosità mi spinge, mio malgrado, a dare uno sguardo a :"sta secondlife"
pochi passi un tentativo di iscrivermi una procedura macchinosa , sembra di dover andare in uno di quei carceri americani , quelli che si vedono nei film.
poi un improvviso moto di ribellione : ma non mi basta gia questa mia "firstlife " con i suoi problemi e le sue gioie.
ma va a c..a secondlife , voglio vivermi questa vita e al meglio.
Inserito da gian matteo il 22 di luglio 2007, 04:36
Sono pienamente d'accordo con il commento di gian matteo. Second life è solo una gran bolla marketing che sta già esplodendo, frutto di qualche idea strampalata da parte di qualche buontempone stufo della sua vita reale...
Inserito da Principe delle maree il 25 di luglio 2007, 12:19
Sempre critiche a priori poi malamente oggettivate con fantasiose spiegazioni. Second life è veramente un fenomeno se è capace di mettere in crisi tanta gente di scarso spirito. Così scarso che hanno paura persino di entrarci, perché la banale trovata del nome "seconda vita" va a cozzare con i loro rigidi principi, forse ancor più perché hanno timore che gli piaccia! State tranquilli non è la terra del demonio delle vostre fantasie, ma solo una banale innovativa interfaccia informatica.
Inserito da Peter il 27 di luglio 2007, 04:41
Ben detto Peter! È indubbio che da un pt di vista tecnologico la Linden Lab abbia commesso scelte discutibili e molti errori, ma i punti di forza di Second Life sono la Community e l'Immersività (caratteristica unica rispetto al Web 2.0). Le interazioni su SL sono molto simili a quelle della vita reale: il vantaggio sta nella possibilità di convogliare moltissime persone in un unico luogo e consentirne l’aggregazione. A proposito di mkt: offre la possibilità di fare test di nuovi prodotti e strategie, condivisione e collaborazione con i consumatori, networking internazionale e sperimentazione, con una spesa minima. Offre la possibilità di interagire con il destinatario della comunicazione, che può veicolare i propri “desideri” riguardo un prodotto/servizio. ...il problema non è la limitatezza di un mezzo che ha le sue peculiarità, ma la limitatezza delle idee di chi non ne immagina le potenzialità.
Inserito da Elena il 1 di agosto 2007, 10:57