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Emanuela Teruzzi

a cura di Emanuela Teruzzi


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Ad Atene occhi sul Web

Il dibattito sulla governance di Internet si riapre. Oggi ad Atene, per quattro giorni, politici ed esperti di Internet animeranno l’Internet Governance Forum (IGF), secondo appuntamento mondiale che segue a un anno di distanza quello di Tunisi. Al centro del dibattito la gestione degli accessi, la libertà di espressione, la sicurezza, la tutela della diversità. L’agenda fitta annovera tra i partecipanti politici, padri fondatori di Internet  - come  Vinton Cerf e Bob Kahn –, numerosi esponenti dei movimenti per i diritti di espressione e libertà nel settore digitale. L'evento non sarà privo di polemiche, come lo scorso anno, dove la posizione dominante di Icann era stata da più parti criticata. Da alcuni giorni sul sito di Reporters sans frontiers si ribadisce come paesi che attuano la censura alla libertà di espressione online non dovrebbero sedere al tavolo del dibattito sulle libertà di espressione. Vedremo cosa succede. Qui l’agenda  completa dell'Igf e un assaggio: il titolo della plenaria di domani mattina  “Freedom of expression and free flow of information, ideas and knowledge”.Qui il video degli interventi in tempo reale.

Inserito il 30 di ottobre 2006
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Lista dei blog che mi linkano "Ad Atene occhi sul Web ":

Commenti

L'Igf è una nuova occasione per mettere l'accento su ciò che non va: Reporters sans Frontiers fa un lavoro incredibile, e meriterebbe piu' attenzione (invece impazzano le follie o i tormentoni su YouTube...).

Oggi però è uscito anche il Rapporto annuale sullo stato di insicurezza alimentare. Il Rapporto Fao dice che "ancora 854 milioni di persone rischiano di morire d'inedia. Nel 1996, 180 capi di Stato si proposero di dimezzare quel numero entro 20 anni. Non ci sono riusciti". Ecco, non vorrei che il Wsis, l'Igf e questi incontri, diventassero delle nuove "parentesi dai buoni propositi", magari con scadenza annuale, ma finissero come il Rapporto Fao: un grido inascoltato, l'ennesima denuncia nelle vie del Paradiso lastricate di buone intenzioni (ma senza quasi nessuna concreta svolta nel mondo reale). Il virtuale riuscirà a essere più incisivo?

Inserito da Lynx il 30 di ottobre 2006, 02:30

Potrebbe essere ma comunque il forum riunisce i rappresentanti di 90 Paesi con circa 1.200 partecipanti. 90 paesi sono tanti, forse potrebbero metteri d'accordo per fare sul serio

Inserito da artur il 30 di ottobre 2006, 04:14

Arrivano i primi segnali. Leggo ora che Amnesty International ha chiesto ai blogger, in occasionde del summit di Atene, di alzarsi "in piedi" e dimostare per promuovere la libertà di espressione sul web. Qui l'articolo del mio collega inglese. http://www.vnunet.com/vnunet/news/2167552/amnesty-issues-call-bloggers

Inserito da emanuela teruzzi il 30 di ottobre 2006, 05:01

Intanto Vinton Cerf, l'inventore del protocollo della rete, sta lsanciando da Atene un allarme contro i nomi di domini non occidentali. Il loro uso potrebbe far collassare Internet. In gioco sarebbe la stabilità stessa di Internet e il rischio di un crash del sistema di indirizzamento. La lingua è una cosa, ma i nomi a dominio sono un'altra: solo dei simboli: mescolare i due piani potrebbe essere pericoloso. Essere orgogliosi della propria lingua non deve mettere Internet a Ko...

Inserito da Lynx il 31 di ottobre 2006, 07:20

Qui l'intervento in inglese di Vinton Cerf, segnalato da lynx, con i punti chiave del suo discorso. Vale la pena leggerlo http://www.igfgreece2006.gr/filesfiles/Vint%20cerfIGF.doc

Inserito da emanuela teruzzi il 31 di ottobre 2006, 10:42

Amnesty invece, come scriveva Emanuela, sfida i governi di numerosi paesi (fra cui spicca la Cina), che impediscono in tutti i modi la libera manifestazione del pensiero e d'espressione non solo dei giornalisti, ma anche dei blogger. Come? Amnesty offre a tutti i blogger un piccolo codice in JavaScript da caricare sul proprio sito. A ogni accesso, l'utente vedrà (a rotazione casuale) in questo spazio un contenuto censurato. L'iniziativa si chiama Call to Bloggers, e chiama in causa proprio i blogger. Amnesty preme sul Forum ateniese per assicurare che i diritti umani vengano rispettati e siano al centro dei lavori della
conferenza.

Inserito da Lynx il 31 di ottobre 2006, 12:31

A Igf contro la censura, qualcosa si muove. Microsoft ha detto: "La Cina cambi o lasceremo il mercato". Finora Google, Yahoo!, Microsoft e Cisco system avevano accettato le censure e i controlli preventivi imposti dal governo cinese pur di restare sul mercato (un mercato enorme e in crescita rapida). percio' si erano beccati anche molte ramanzine da Amnesty. Ma il muro d'omertà erto dalla Grande Muraglia della censura cinese forse si sgretola: se Microsoft facesse sul serio e soprattutto coinvolgesse le altre Internet company, sarebbe un'altra storia...

Inserito da Lynx il 2 di novembre 2006, 10:47

Infine, per una Rete più democratica, Berners-Lee ha lanciato un team di ricerca a lungo termine, che sara' composto da esperti del Massachusetts Institute of Technology (Mit) e dell'Universita' di Southampton. Il progetto si chiama Web Science Research Initiative, ha l'obiettivo di comprendere le sfide scientificche, sociali e tecnologiche che sottostanno alla crescita del Web: per evitare che il Web diventi preda di "disinformazione e di forze non democratiche".

Inserito da Lynx il 6 di novembre 2006, 10:13

Anche la Grecia arresta i blogger. Ad Atene, dove si svolgeva la conferenza mondiale su internet la polizia arresta un blogger, colpevole solo di aver linkato un sito satirico... ma la libertà d'espressione dove sta? Non è successo in Cina o Tunisia, ma in Europa

Inserito da Lynx il 7 di novembre 2006, 08:27